a cuor leggero

"L'uomo che ha veramente la religione della libertà non può essere definitivamente sopraffatto in nessun regime, per quanto gravi siano le condizioni. Ad un patto però: che egli non si illuda di essere libero chiudendosi nell'ambito ristretto di una piccola cerchia di amici, o tra i suoi libri prediletti, ma porti questa sua esigenza di libertà fuori di sè, sia nell'ambito più immediato che lo circonda, sia, e soprattutto, nella società, servendosi a questo scopo di tutti i mezzi ideonei".
-Ettore Lucini, Motivi principali cui si ispirava l'azione di Eugenio Curiel a Padova-
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Un po’ di Scozia

Dalla (Bielo)russia con amore

Mercoledì sera a casa.
Sono così passato da un episodio di Vikings in cui venivano compiuti sacrifici umani per ingraziarsi gli dei di Ásgarðr ad una serie crucca su Rai1 dove un tizio, poliziotto, si risveglia dal coma dopo 20 anni. 

Ovviamente gira ancora in camperos come un tamarro qualsiasi degli anni 80 e guida un residuato Opel che non si vede nemmeno alle gare di custom. 
Ancora più ovviamente gli han ridato il vecchio posto di lavoro e, nonostante due decadi di assoluta immobilità in un letto d’ospedale, con le funzioni cerebrali ridotte al minimo, ha mantenuto una muscolatura da istruttore di fitness.
Per far capire che viene dai magnifici eighties quei geniacci degli sceneggiatori han pensato bene di piazzare una colonna sonora di hit di quel tempo.
Succede così che ti ritrovi “Slave to love" di Brian Ferry come canzone di sottofondo alla scena in cui lui spacca la legna in mezzo alla foresta.
Slave to love”, roba che le generazioni che ci han preceduto c’hanno limonato sopra per intere estati.
Costoro ti vincono i Mondiali, tze.

Napoli tifa Davide!

"Noi non supereremo mai questa fase"

Figli della stessa rabbia

Style never fades

k-a-t-i-e-:

Belfast, 1978

Chris Steele-Perkins

all’assalto!