a cuor leggero

"L'uomo che ha veramente la religione della libertà non può essere definitivamente sopraffatto in nessun regime, per quanto gravi siano le condizioni. Ad un patto però: che egli non si illuda di essere libero chiudendosi nell'ambito ristretto di una piccola cerchia di amici, o tra i suoi libri prediletti, ma porti questa sua esigenza di libertà fuori di sè, sia nell'ambito più immediato che lo circonda, sia, e soprattutto, nella società, servendosi a questo scopo di tutti i mezzi ideonei".
-Ettore Lucini, Motivi principali cui si ispirava l'azione di Eugenio Curiel a Padova-
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via Paul Weller News

Foto di gruppo

citazione

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Manifestazione per la morte di Lo Russo

Ringrazio fettuccine-alfredo per la citazione nel gioco che mi ha già visto protagonista su un’altra piattaforma social (bella questa, eh?). Taggherò solo lui per riconoscenza e per questioni logistiche: non conosco, causa scarsa interazione, gli altri utenti cui “cuoricinizzo” le foto o i pensieri. 

Chiedo venia, accordatemela! 

Non ho il “più amato”, mi limito ad un passaggio di uno dei libri preferiti degli ultimi anni: “About a boy” di Nick Hornby

Will si innamorò l’ultimo dell’anno, e fu un’esperienza che lo colse di sorpresa. Si chiamava Rachel, faceva l’illustratrice di libri per bambini e assomigliava un po’ a Laura Nyro sulla copertina di Gonna Take a Miracle: piena di energie, affascinante, bohémien, intelligente, una massa di lunghi capelli scuri, ribelli.
Will non aveva mai voluto innamorarsi. Quando era capitato a qualcuno dei suoi amici, gli era sembrato che fosse un’esperienza piuttosto spiacevole: c’erano la perdita di sonno e di peso, l’infelicità di non essere corrisposti e la sospetta, assurda felicità di quando lo eri.
Quelle erano persone che non riuscivano a controllarsi, o a difendersi, persone che, anche se magari solo per un po’, non erano più contente di occupare il loro spazio, persone che non potevano più fare affidamento su una nuova giacca, sulla loro razione di erba e una replica pomeridiana di The Rockford Files per sentirsi complete



A buon rendere, 

Giuseppe

Pins, pins everywhere

L’ego, col Lego

Il vincitore

Gaeta, particolare.

Gli ultimi giorni di terza media, il sole che splendeva fuori e la noia che regnava dentro di noi. 
Resistevamo in pochi, così ci accorparono con gli altri pochi resistenti della seconda. 
La prof. distratta badava meglio ai fatti suoi che a quello che veniva fatto intorno, così a qualche mente illuminata venne l’idea: gioco della bottiglia. 
Disposti così in cerchio ci scambiavamo verità e pagavamo penitenze.
Un giro mi vide protagonista di dazio altrui: la volontà della mano che provvedeva a girare quel pezzo di plastica decise che c’era da dare un bacio. 
Fui baciato. Per la prima volta.
Non ricordo il viso nè il nome, forse non l’ho mai saputo, così come nessuno sapeva che quello era il mio primo contatto con labbra altrui. Fingevo esperienza, dissimulavo terrore.
Anime misericordiose mi dissero in seguito che non era stato il caso ma studiata macchinazione a far sì che quanto accaduto accadesse: insomma, piacevo alla penitente.
A porre fine all’infanzia più che quel bacio fu il modo in cui mi fu estorto.

ps: maledetti fenomeni virali.